Pane Carasau

pane carasau

Il Pane Carasau è un prodotto alimentare prodotto tradizionalmente in Sardegna, nella provincia di Nuoro; l’ingrediente del pane sardo è il grano duro, che viene lavorato in modo da formare un prodotto sottile e croccante, chiamato anche Carta da Musica. Il suo nome deriva da un termine sardo, “carasare”, che significa appunto tostare, in quanto è proprio la cottura del pane che lo rende così croccante.
I racconti e la tradizione narrano che il Pane Carasau fosse prodotto già all’età del bronzo; di certo c’è che tale prodotto affonda le sue origini nel mondo pastorizio, si tratta di un alimento che tende a conservarsi molto bene per lunghi periodi, e quindi ideale per i pastori che svolgessero la loro attività lontani dai loro villaggi. Il ruolo che la preparazione di questo pane ha avuto (e tuttora ha) presso le famiglie è indubbio: la preparazione del pane Carasau è un momento di condivisione, di tradizione e di socializzazione. Alcune note del prodotto si rinvengono in un libro di Alberto La Marmora, che ne descrive l’utilizzo da parte dei pastori.

Ricetta e metodo di preparazione

Gli ingredienti di questo alimento tradizionale sardo sono lievito, farina di grano duro e acqua, sale. Non esiste un solo tipo di Pane Carasau, bensì uno a base di grano duro, destinato un tempo al consumo delle famiglie più ricche, e uno prodotto con farina d’orzo, più frugale ed economico.
Ogni fase della lavorazione del pane ha un nome:
S’inthurta” è la prima fase, che avviene all’alba, nella quale il lievito è mescolato alla farina;
quindi la fase “Hariare” in cui l’impasto viene lavorato con energia e plasmato;
quindi “Pesare“, chi significa “alzare”, in quanto in questo momento si lascia lievitare la pasta su contenitori di terracotta.
Iniziata la lievitazione, ha inizio la fase di “Sestare“; l’impasto è diviso in pezzi che vengono arrotondati e fatti riposare avvolti in fasce di lino.
Nella fase “Illadare” l’impsto è lavorato con mattarelli, viene infarinato e si ottiene la forma rotonda irregolare;
quindi “Kokere“, la cottura nel forno con legno di quercia, a 450 gradi circa; infine “Fresare“, quando il pane viene cotto e separato con il coltello, velocemente, fino ad ottenere due dischi sottili. La seconda infornata viene chiamata “Carasare”, quindi si passa al consumo.

Abbinamenti e usi in cucina

Il Pane Carasau è ottimo consumato con olio, salumi, piatti tradizionali sardi.
Le famiglie sarde lo consumano immergendolo velocemente in acqua e poi avvolgendolo con affettati, oppure come accompagnamento di carni rosse.