Babà Napoletano

Il Babà, uno dei dolci principe della cucina napoletana, nacque, secondo la tradizione, in Polonia, grazie al re Stanislao Leszczynski. Il re amava la cucina e i piaceri della tavola ma, non avendo denti, escogitò l’idea di mangiare un classico dolce alsaziano per lui troppo secco ammorbidendolo con il Tokai e dello sciroppo.
Secondo una teoria accreditata, fu il re stesso a dare al futuro Babà il suo nome, perché nella forma gli ricordava il vestito tipico delle nonne, le babka. Fu poi a Parigi che questo dolce, per mano del pasticciere Nicolas Stohrer, assunse la sua forma tradizionale a fungo.

Come preparare il Babà Napoletano

Il segreto per preparare un ottimo Babà è l’impasto che va preparato con farina, burro, zucchero, uova e lievito di birra, impastando con energia perché incorpori aria e formi una maglia glutinica forte, fondamentale per una lievitazione corretta. L’impasto così ottenuto, caratterizzato da grande elasticità, viene messo a lievitare nel tipico stampo alto e stretto dove il suo volume aumenterà tanto da formare in cima il caratteristico cappello che regalerà al dolce la classica forma a funghetto. Spesso, però, si usa preparare Babà più grandi da affettare, utilizzando lo stampo ondulato da budino o quello da ciambella. Una volta cotto e lasciato raffreddare, il Babà viene immerso nella bagna preparata con acqua, sciroppo e rum.
Alcuni pasticceri amano aggiungere, al posto del rum, limoncello o liquore Strega ma le varianti sono davvero numerose. Una volta ben imbibito, il dolce viene strizzato perché perda l’eccesso di liquido.

Caratteristiche e degustazione

La bontà di questa specialità sta tutta nella pasta morbida e spugnosa che al morso sprigiona il liquore profumato. Il burro rende questo dolce morbido e scioglievole in bocca e arrotonda le note alcoliche; per rendere più netta questa caratteristica spesso si accompagna il Babà con un ciuffo di panna fresca.