Ormeasco (aromi e abbinamenti)

L’Ormeasco è un vino DOC prodotto nella terra ligure, specialmente a Pornassio, Acquetico, Nirasca e Armo. Si ritiene che esso sia stato importato nell’anno Mille dai Saraceni, nella città di Ormea, e da lì avrebbe assunto il suo nome. Il vitigno era già noto sicuramente nel XIV secolo. L’habitat naturale dell’Ormeasco è sicuramente l’alta Valle Arroscia, dove è coltivato a 700/800 metri, su terreni non lontani dal mare.

Caratteristiche del vitigno

Il vitigno ha una foglia medio-piccola e pentagonale, sfumata di rosso sul piccolo; il grappolo è medio lungo, con acino medio, sferico, dalla buccia sottile e dal colore nero bluastro.

Aromi e note di degustazione

L’Ormeasco è un vino di montagna, di carattere; dal colore rosso rubino intenso, quando invecchia assume sfumature granate. Il profumo è ricco, intenso, con note fruttate di ciliegia, spezie e frutti di bosco. Nella versione invecchiata prevalgono sentori di castagna, resina, di legno e bosco. Il gusto dell’Ormeasco è piuttosto secco, fresco, con una certa morbidezza e struttura e una tipica vena di amaro sul fondo.

Abbinamenti vino cibi

Il vino è perfetto abbinato con piatti di carne rossa e cacciagione, eccellente se accompagna i piatti tipici della tradizione ligure; agnolotti al sugo di carne, polenta con salciccia, coniglio in umido, spiedini di carne e funghi, formaggi teneri. L’Ormeasco viene servito a 18-20°.

Vermetino Ligure (aromi e abbinamenti)

Il Vermentino Ligure Doc è un vino bianco secco prodotto con uve dell’omonimo vitigno della Riviera ligure di ponente, dei Colli di Luni, del Golfo del Tigullio e della Valpolcevera. C’è discordanza sulle sue origini, sicuramente sono da ricercarsi nella penisola Iberica, da dove, attraverso la Francia è arrivato in diverse zone dell’Italia dove ancora oggi viene prodotto con elevati standard di qualità e caratteristiche diverse a seconda del territorio di appartenenza. E’ uno dei vitigni a bacca bianca più diffusi nel belpaese e predilige le coste, soleggiate e ventilate, e l’aria salmastra che permette di ottenere vini eleganti e di carattere.

I grappoli di Vermentino hanno dimensioni medie, una forma cilindrica ed alata con densità a spargolo. Il colore dell’acino tende leggermente all’ambra con piccole macchioline marroni. L’allevamento avviene con sistema dell’alberello come vogliono le tradizioni, anche se molti coltivatori stanno sperimentando sistemi espansi per intensificarne la produzione. La vendemmia è precoce e varia a seconda dell’andamento climatico. A questa seguono una breve macerazione pellicolare in pressa e la classica vinificazione in bianco in vasche di acciaio e senza l’aggiunta di solfiti.

Aromi del vino e note di degustazione

Il Vermentino Ligure nel calice mostra il suo brillante colore giallo paglierino movimentato da leggeri riflessi dorati. Sorprende l’olfatto con un delicato mix di aromi che vanno dalla mela renetta ai fiori di ginestra, dai frutti bianchi agli agrumi, dal miele alle resine boschive, dal brugo fino a garbati rimandi di eucalipto. Al palato risulta caldo, sapido e fresco. Di struttura discreta lascia un finale leggermente amarognolo. Le sue caratteristiche organolettiche rispecchiano fedelmente le particolarità dei terreni di coltivazione stratificati e ricchi di minerali.

Abbinamenti cibo consigliati

Il Vermentino Ligure deve essere servito ad una temperatura massima di 8/10 °C in calici per vini giovani e freschi, con stelo alto, ma non troppo ampi. Questo vino dà il meglio di sè nel primo anno di vita e si presta ad abbinare una lunga lista di portate dagli antipasti di mare alle verdure ripiene, dalle lasagne al pesto al risotto al nero di seppia, dai pansotti con salsa di noci ai ravioli di pesce in brodo. E’ perfetto in abbinamento a pietanze di pesce, ma anche piatti molto complessi ed elaborati. E’ consigliabile conservalo in posizione coricata ad una temperatura costante di circa 14 °C.

Pigato (aromi e abbinamenti)

Il Pigato Doc è un vino bianco prodotto in Liguria le cui origini sono da ricercarsi nella Grecia del Medioevo, dove in quegli anni, vi erano numerose colonie genovesi dislocate nel mar Egeo. Questo vitigno a bacca bianca, considerato una varietà di Vermentino, viene coltivato sui pendii collinari, tra Imperia e la piana di Albenga, ad una altezza di circa 300 metri in una posizione che risente della vicinanza del mare e delle escursioni temiche notturne, ed è proprio il clima fresco e ventilato che contribuisce ad enfatizzare il patrimonio di profumi racchiusi in queste uve. Il nome deriva dal latino Picatus, termine che indica le particolari macchie marroncine che ne caratterizzano gli acini bianchi.

Caratteristiche del vitigno

Molto simile a quello del Vermentino, il vitigno Pigato si è perfettamente adattato alle condizioni climatiche della riviera Ligure di Ponente. Gli acini si riconoscono facilmente per l’inconfondibile colore ambrato e per le piccole macchie color ruggine che si formano quando l’uva giunge a maturazione. Questo vitigno con sistema di allevamento a controspalliera con potatura Guyot è interessato dalla vendemmia nel mese di settembre. Le uve, per le peculiariatà del territorio, vengono raccolte a mano e pressate leggermente prima di essere sottoposte ad una macerazione di qualche ora con neve carbonica. La fermentazione alcolica con lieviti selezionati avviene in vasche di inox ed è seguita dalla trasformazione dell’acido malico in acido lattico. Dopo un rapido affinamento sempre in acciaio il vino può essere imbottigliato e commercializzato già dopo qualche mese.

Aromi e note di degustazione

Il Pigato ha un brillante colore giallo paglierino e si presenta all’olfatto con caratteristiche note floreali e fruttate che si alternano in modo equilibrato agli odori della vegetazione della macchia mediterranea. Al palato mostra subito la sua buona struttura armonica dove il sapore fruttato lascia spazio ad un finale di mandorla e spezie. E’ un vino giovane ed elegante con un buon potenziale di invecchiamento.

Abbinamenti cibo consigliati

E’ consigliabile servirlo fresco, ad una temperatura di circa 10 °C in bicchieri da vino bianco con forma a tulipano che ne indirizzano al naso gli aromi. Le sue caratteristiche lo rendono il vino ideale da abbinare a tutte le pietanze della cucina regionale generalmente a base di erbe. E’ un vino perfetto per abbinamenti con l’aperitivo e si abbina armonicamente con pietanze quali primi piatti di pasta ripiena, insalata di mare, acciughe sotto sale dissalate, piatti a base di pesce, pesto alla genovese e verdure come patate e fagiolini bolliti. E’ preferibile consumarlo nel primo anno di vita e conservarlo in luoghi con temperatura costante compresa tra gli 11 e i 14°C.

Rossese di Dolceacqua (aromi e abbinamenti)

Il Rossese di Dolceacqua, chiamato anche semplicemente Dolceacqua, è un vino di origine ligure, il cui vitigno è coltivato nella Val Nervia, in Val Verbone e in Valle Roja, ad Imperia. In particolare i comuni più dediti alla coltivazione del vitigno sono Ventimiglia, Dolceacqua, Camporosso, San Biagio della Cima, Vallecrosia e Soldano.
Questo vino ha origini antiche e pregiate; la sua coltivazione inizia già ai tempi della cultura ellenica, e viene apprezzata da personaggi celebri come Andrea Doria, che lo elesse a vino della sua flotta, e Napoleone Bonaparte, che ne inviò alcuni esemplari in patria.

Caratteristiche del vitigno

Il vitigno del Rossese di Dolceacqua è allevato ad alberello, secondo la tradizione del mediterraneo, in modo che la chioma della pianta faccia ombra al piede e si protegga in questo modo dai raggi del sole nelle ore più calde del giorno.
La vite viene coltivata in zona piuttosto impervie, come quelle che caratterizzano il paesaggio ligure, e la coltivazione è quindi seguita a mano.
Un ettaro di vitigno rende circa novanta quintali di uva; la pianta presenta foglie a cinque lobi, con un grappolo di grandezza media, compatto, e acini rotondi e di un colore viola intenso e scuro. L’uva utilizzata nella produzione del vino è il Rossese almeno per il 95%.

Aromi e note di degustazione

Il Rossese di Dolceacqua è, tradizionalmente, un vino rosso rubino intenso e generoso, che resiste ad una buona capacità d’invecchiamento; non troppo austero, dal sapore morbido e dal fondo amarognolo. Il profumo richiama la rosa, la viola e la fragolina di bosco; se affinato, si arricchisce di una nota di erbe aromatiche.

Abbinamenti cibo consigliati

Il vino è ottimo per abbinare cacciagione, sia di pelo che di piuma, il classico piatto ligure della “capra e fagioli”, il coniglio e la carne in genere. Si sposa perfettamente in abbinamento anche con formaggi stagionati. L’età ottima d’invecchiamento è fra i quattro e gli otto anni; il Rossese di Dolceacqua va servito ai 18°.