Moscato d’Asti

Probabilmente, in Italia, il vino dolce per antonomasia è il Moscato d’Asti. È un vino che ha ottenuto la denominazione di Origine controllata e Garantita (DOCG) nel 1993, dopo essere stato DOC dal 1967.
Il disciplinare prevede che sia prodotto nella zona a sud est del Piemonte, zona caratterizzata da morbide colline molto vocate per la coltivazione della vite. La maggior parte delle località dove è possibile produrre il Moscato d’Asti DOCG si trovano, naturalmente, in provincia di Asti, con alcune eccezioni nelle province limitrofe di Cuneo e Alessandria, per un totale di 52 comuni.

Caratteristiche vino e vitigno

Il Moscato d’Asti si ottiene da uve moscato bianco vinificate in purezza (100%). Queste uve sono caratterizzate da un profumo e una dolcezza molto ben definite e riconoscibili. L’uva moscato era conosciuta ed apprezzata già nell’antichità: Il suo nome è, infatti, derivato dal latino di muschio (muscum).
Oggi il vino si ottiene tramite la spremitura soffice degli acini, seguita dalla separazione delle parti solide dalla parte liquida.
Per mantenere la dolcezza, che è uno degli elementi chiave di questo vino, il mosto ottenuto è lasciato in vasche di acciaio inossidabile portate a bassa temperatura, in modo da impedirne la fermentazione. La fermentazione stessa avverrà successivamente, dopo qualche mese, in autoclavi a temperatura controllata, e sarà interrotta, abbassando di nuovo la temperatura, quando la trasformazione degli zuccheri in alcol ha raggiunto il livello stabilito per il Moscato d’Asti, pari al 5.5% tipico. Le operazioni di microfiltrazione e imbottigliamento concludono il percorso di produzione di questo vino.

Aromi e note di degustazione

Il disciplinare DOCG del Moscato d’Asti prevede un titolo alcolometrico compreso tra il 4.5% e il 6.5%. Questa bassa gradazione è responsabile del suo caratteristico equilibrio tra alcol e zuccheri, che gli dona un sapore dolce ed aromatico accompagnato da una gradevole vena acida.
Il colore è giallo paglierino, con il profumo caratteristico delle uve da cui proviene.
A seconda delle metodologie usate nelle ultime fasi di produzione, questo vino può essere fermo o leggermente mosso.
Cantine fresche, preferibilmente interrate, in modo da evitare bruschi sbalzi di temperatura sono l’ambiente ideale per la conservazione del Moscato d’Asti, che comunque è un vino che va bevuto giovane, in quanto l’invecchiamento non giova alle sue caratteristiche organolettiche.

Abbinamenti cibo consigliati

Dal punto di vista gastronomico, l’abbinamento ideale del Moscato d’Asti è con i dolci, a fine pasto. Più recentemente sono stati suggeriti abbinamenti più originali, anche con cibi salati, come ad esempio alcuni formaggi, e cibi dal sapore piccante o speziato. Interessante anche l’abbinamento con la frutta, ad esempio i fichi o il melone.
Il Moscato d’Asti va servito a temperature fresche ma non troppo, tra i 9 e i 10 gradi centigradi.