Rossese di Dolceacqua

Il Rossese di Dolceacqua, chiamato anche semplicemente Dolceacqua, è un vino di origine ligure, il cui vitigno è coltivato nella Val Nervia, in Val Verbone e in Valle Roja, ad Imperia. In particolare i comuni più dediti alla coltivazione del vitigno sono Ventimiglia, Dolceacqua, Camporosso, San Biagio della Cima, Vallecrosia e Soldano.
Questo vino ha origini antiche e pregiate; la sua coltivazione inizia già ai tempi della cultura ellenica, e viene apprezzata da personaggi celebri come Andrea Doria, che lo elesse a vino della sua flotta, e Napoleone Bonaparte, che ne inviò alcuni esemplari in patria.

Caratteristiche del vitigno

Il vitigno del Rossese di Dolceacqua è allevato ad alberello, secondo la tradizione del mediterraneo, in modo che la chioma della pianta faccia ombra al piede e si protegga in questo modo dai raggi del sole nelle ore più calde del giorno.
La vite viene coltivata in zona piuttosto impervie, come quelle che caratterizzano il paesaggio ligure, e la coltivazione è quindi seguita a mano.
Un ettaro di vitigno rende circa novanta quintali di uva; la pianta presenta foglie a cinque lobi, con un grappolo di grandezza media, compatto, e acini rotondi e di un colore viola intenso e scuro. L’uva utilizzata nella produzione del vino è il Rossese almeno per il 95%.

Aromi e note di degustazione

Il Rossese di Dolceacqua è, tradizionalmente, un vino rosso rubino intenso e generoso, che resiste ad una buona capacità d’invecchiamento; non troppo austero, dal sapore morbido e dal fondo amarognolo.
Il profumo richiama la rosa, la viola e la fragolina di bosco; se affinato, si arricchisce di una nota di erbe aromatiche.

Abbinamenti cibo consigliati

Il vino è ottimo per abbinare cacciagione, sia di pelo che di piuma, il classico piatto ligure della “capra e fagioli”, il coniglio e la carne in genere. Si sposa perfettamente in abbinamento anche con formaggi stagionati. L’età ottima d’invecchiamento è fra i quattro e gli otto anni; il Rossese di Dolceacqua va servito ai 18°.