Vernaccia di Oristano DOC (e abbinamenti)

La Vernaccia di Oristano DOC è un vino la cui produzione è consentita in provincia di Oristano le cui origine molto antiche lo fanno risalire al 1327 nella zona di Iglesias quando nel rispetto della Carta de Logu vennero impiantati vitigni in terreni incolti e protetti da norme severe. Dopo essere quasi scomparso alla fine del XIX secolo, questo vitigno ha vissuto una forte ripresa nel dopoguerra tanto da portare i produttori a riunirsi in cooperativa e a richiedere il disciplinare per la salvaguardia delle tradizioni (1971). Nonostante l’impegno dei coltivatori e le qualità organolettiche, a partire dagli anni ’90, i consumatori hanno un po’ perso interesse per questo vino, forse colpevole anche la concorrenza e l’ampia disponibilità di vini in commercio. Le uve di Vernaccia vengono impiegate anche per produrre l’omonimo aceto.

Caratteristiche vino e vitigno

Questo vitigno predilige i terreni alluvionali, sabbiosi, leggermente argillosi con altitudine di pochi metri sul livello del mare. Generalmente posizionato con esposizione ad est trova il suo habitat ideale dove il clima è tipicamente mediterraneo, con estati calde, poche precipitazioni e inverni decisamente miti. Il sistema di allevamento è quello con impianti ad alberello di vigne adulte. La vinificazione in bianco avviene con spremitura soffice delle uve e fermentazione a temperatura controllata. L’affinamento avviene per circa 3 anni in botti di rovere e di castagno, in questo periodo si crea la complessità organolettica a patto che l’abilità dei produttori ne monitorizzi e ne contenga l’ossidazione. Esiste la versione secca e quella liquorosa.

Aromi e note di degustazione

La Vernaccia di Oristano versata nel bicchiere brilla nel suo colore giallo oro intenso che tende all’ambrato nelle versioni che hanno subito un lungo affinamento. Il suo profilo olfattivo è molto complesso: dal processo ossidativo scaturiscono, infatti, note di mandorla amara, aromi di fico secco, miele, dattero, vaniglia, nocciola, smalto, cuoio, caramello e liquirizia. L’acidità del vino è bilanciata dall’alcol, che ne aumenta la forza. Anche al palato sono evidenti richiami di mandorla amara e fico secco.

Abbinamenti cibo consigliato

La temperature di degustazione ideale è compresa tra i 10 e i 12 °C. I calici perfetti sono quelli a tulipano e di media grandezza. Le versioni liquorose prediligono i bicchieri da dessert e una temperatura leggermente più elevata.
Il suo calore alcolico marcato lo rendono l’abbinamento ideale per secondi piatti di pesce di mare, come il salmone affumicato, la bottarga, le zuppe di pesce speziato, il pesce azzurro in genere. La versione dolce è perfetta in abbinamento con la pasticceria secca soprattutto se elaborata con le mandorle.

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