La pianura compresa tra i Colli Berici e i Colli Euganei è un territorio a vocazione agricola, suddiviso tra aree boschive e terreni coltivati con un clima mite grazie alla protezione delle colline. In questa terra viene prodotto uno dei prosciutti crudi più buoni d’Italia, il Prosciutto Veneto Berico-Euganeo.

Caratteristiche e metodo di produzione

Nei secoli scorsi, la Fiera di Montagnana del 25 novembre dava il via alla compravendita delle cosce destinate alla produzione dei pregiati prosciutti.
Come oggi, le carni venivano massaggiate e salate seguendo le rigide regole della cosiddetta scuola Veneta, tuttora rispettate.
La fase di asciugatura e di stagionatura non durava meno di 7 mesi e beneficiava prima del freddo invernale, poi delle temperature primaverili e, infine, quando il caldo rendeva le viti rigogliose, i prosciutti venivano lavati e appesi a queste piante ad asciugare.
Nel 1971 si è costituito il Consorzio del Prosciutto Veneto che nel 1996 è riuscito ad ottenere la DOP.
Nel rispetto del disciplinare, ogni fase della produzione deve essere realizzata nell’area che comprende 15 comuni tra cui Montagnana, Este, Noventa Vicentina, Villaga e Barbarano.
Una volta scelte le cosce migliori, le carni vengono massaggiate e salate.
A seconda del peso, la coscia va dissalata tra il 10° e il 15° giorno: quest’accortezza conferisce la tipica dolcezza al prodotto.
Il prosciutto viene dunque pressato e messo a riposo per l’asciugatura che dura circa due mesi. Solo in seguito comincia la fase di maturazione.
Durante la stagionatura, che dura un minimo di 7 mesi, il prosciutto viene protetto con un caratteristico impasto di farina e grasso suino che protegge la carne mantenendola morbida.

Abbinamenti e usi in cucina

Il Prosciutto Veneto Berico-Euganeo è caratterizzato da un bel colore rosato, da un sapore equilibrato, dolce ma deciso e un profumo intenso e fragrante.
Morbido e raffinato, questo prodotto è la base di pregiati antipasti.
Ottimo con la frutta, di cui esalta il profumo e la dolcezza, si abbina egregiamente con melone, fichi, in particolare quelli padovani detti segolini, ananas, pere, prugne Santa Rosa.
Esalta il sapore di piatti tipici del territorio, come la zuppa di fagioli o la pasta e fagioli ed è ottimo l’abbinamento in insalate e secondi con un’altra eccellenza veneta, il radicchio trevigiano.