Sagrantino di Montefalco (aromi e abbinamenti)

La coltivazione della vite e la produzione vinicola nella regione Umbria ha tradizione millenaria. Risale infatti agli Etruschi, che introdussero questa pianta e tecniche primitive di vinificazione tra il 1.000 a.C. e l’800 a.C. La struttura orografica della regione comprende molte zone collinari, ideali per la produzione di uva adatta alla vinificazione.
Il vino più celebre dell’Umbria è il rosso Sagrantino di Montefalcoun vino DOCG che viene prodotto anche passito, ottenuto dall’autoctono vitigno  Sagrantino che cresce principalmente nei territori circondanti Montefalco.
Per ottenere il vino l’uva viene lasciata ad appassire anche due mesi su graticci di legno, senza che essa marcisca o perda i suoi zuccheri: in questo modo, e con un periodo di affinamento di trenta mesi (di cui dodici almeno in botti di legno), esso assume il suo gusto caratteristico.

Aromi e note di degustazione

Il vino Montefalco Sagrantino si presenta alla vista di un rosso rubino intenso con riflessi violacei; il profumo è piuttosto delicato, e ricorda la mora; il sapore invece è armonico e asciutto. Se il vino è giovane, è ben percepibile il tannino.

Abbinamenti cibo consigliati

Particolarmente pregiato, è adatto per accompagnare piatti di carni rosse e cacciagione, e formaggi stagionati. Ben si presta anche con piatti impegnativi come stufati di cinghiale oppure arrosto di agnello.

Magliocco (aromi e abbinamenti)

Il Magliocco è un vitigno autoctono calabrese. Le sue origini sono molto probabilmente da far risalire agli antichi Greci che l’avrebbero introdotto in quest’area particolarmente vocata alla viticoltura. Attestato in Calabria sin dal Medioevo e diffuso soprattutto sul versante tirrenico, negli ultimi decenni sembrava caduto nell’oblio: recentemente, invece, è stato riscoperto dalla viticoltura locale e rivalutato per la sua adattabilità e vigore.

Caratteristiche del vitigno

Il nome Magliocco significa in greco “tenerissimo nodo”, con riferimento, probabilmente, al suo grappolo chiuso come un nodo.  Si tratta di un vitigno rigoglioso, con grappoli di medie dimensioni e compatti; i suoi acini sono neri con sfumature bluastre.  La vendemmia avviene nella seconda metà di settembre.

Aromi e note di degustazione

Il vitigno del Magliocco concorre a dare origine a vini vigorosi se mescolato con il Greco Nero e il Malvasia.
Vinificato in purezza, il Magliocco da origine a un vino molto fine ed elegante.
Si presenta di colore rosso rubino carico, di gusto morbido e armonico, con spiccati aromi fruttati (frutti rossi e frutta secca), una buona alcolicità e adatto all’invecchiamento.

Abbinamenti cibo consigliati

Il Magliocco è un vino adatto per abbinare piatti ricchi a base di carne rossa o formaggi locali, stagionati e saporiti. Ottimo in abbinamento a piatti della cucina piccante; gustatelo con una bella fetta di ‘Nduja.

Roero Arneis (aromi e abbinamenti)

Nato dal vitigno chiamato in latino Renexium, il Roero Arneis è un vino bianco prodotto in Piemonte nella zona collinare del Roero. Colpito dalla crisi della viticultura, a cavallo tra le due guerre mondiali, alla fine del 1970 il vitigno Arneis si era ridotto alla presenza in pochi ettari di territorio. Solo successivamente alcuni imprenditori vollero ripristinarne la coltivazione per ridare vita ad un vino bianco di qualità in un territorio a prevalente produzione di rosso e ripristinare l’antico pregio del Roero e del territorio omonimo. E fu così che il Roero Arneis divenne in pochi anni uno dei vini piemontesi più alla moda.

Aromi e note di degustazione

Il vino Arneis si presenta di colore giallo paglierino brillante con riflessi verdognoli. Grazie alla morbidezza del territorio e all’alternanza nel terreno di strati sabbiosi con strati di marne, il vino ricavato dal vitigno Arneis ha un profumo elegante, floreale e fruttato con sentori di mela, pesca e nocciola. Al palato si mostra secco e delicato con una punta di acidità e gradevole gusto amarognolo. E’ presente sul mercato anche in versione spumante, caratterizzato da sentori di vaniglia, lievito e crosta di pane.

Abbinamenti cibo consigliati

In tavola vuole la cucina semplice e si abbina bene con carni bianche, verdure, pasta e riso. Esiste anche una versione passita dello stesso vino che ha un profumo di miele e frutta secca, particolarmente indicata da abbinare ai dolci.

Gaglioppo (aromi e abbinamenti)

Il Gaglioppo è un antichissimo vitigno a bacca nera diffuso sulla costa adriatica e ionica della Calabria. E’ storicamente famoso soprattutto perché con le sue uve si preparava il vino Krimisa, tipico della città di Cremissa (oggi detta Cirò), nella Magna Grecia. Questo vino veniva offerto agli atleti che ritornavano vincitori dalle Olimpiadi.

Caratteristiche del vitigno

Il nome Gaglioppo deriva proprio dal greco e significa “bellissimo piede”, con riferimento alla bellezza dei suoi grappoli maturi. Oggi questo vitigno è diffusissimo soprattutto in tutte le province della Calabria, in particolar modo nel territorio collinare di Cirò. Con le sue uve, concorre alla produzione delle DOC Cirò, Bivongi, Lamezia, Melissa, Pollino, Savuto, San Vito di Luzzi, Sant’Anna di Isola di Capo Rizzuto, Scavigna e Verbicaro.
I grappoli prodotti dal Gaglioppo sono di taglia media o grande, compatti, con forma conica e acini con buccia pruinosa, nera con riflessi rossastri. La vendemmia avviene a metà settembre.

Aromi e note di degustazione

Il vino prodotto con le uve Gaglioppo è di colore rosso rubino intenso se giovane; dopo qualche stagione di invecchiamento, invece, tende ad assumere riflessi mattone. Il suo profumo vinoso evolve in note speziate, di liquirizia e di sottobosco. Al palato, è intenso e tannico.

Abbinamenti cibo consigliati

Ottimo con i piatti ricchi a base di carne, spezzatini e selvaggina, si sposa bene anche con il pecorino calabrese.

Cortese di Gavi (aromi e abbinamenti)

Il Cortese di Gavi è un vitigno dalle origini molto antiche, della cui storia però abbiamo poche notizie risalenti soltanto ad un paio di secoli fa, è che viene ricavato da un unico vitigno bianco, il Cortese. Inizialmente prodotto nelle tenute dei signori per le mense liguri, il Gavi è oggi un vino DOCG famoso in tutto il mondo, con una produzione di 7 milioni di bottiglie l’anno provenienti da circa 150 piccole, grandi e medie aziende.

Caratteristiche vino e vitigno

Coltivato nelle regioni piemontesi, e precisamente nelle località di Capriata d’Orba, San Cristoforo, Serravalle Scivia, Novi Ligure, Castelletto d’Orba e nell’omonima Gavi, il Gavi è un vino le cui caratteristiche dipendono molto dal clima definito della regione nel quale viene prodotto, contrassegnata da una situazione ben definita con inverni rigidi, estati calde e mezze stagioni piuttosto miti e piovose. E’ la sua posizione che gli dona dunque quel profumo fruttato e quel sapor fresco, asciutto e armonico che ne fa la differenza.

Aromi e Note di degustazione

Il Gavi è un vino di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli nelle versioni più giovani e riflessi dorati nelle versioni affinate in legno.
Il profumo è floreale e fruttato, con sentori di agrumi, mela, frutta esotiche, biancospino e gelsomino. Le versioni affinate presentano note di mandorla e nocciola. Il Cortese di Gavi è un vino fresco, acido e minerale, con una cremosa morbidezza nelle versioni spumantizzati.

Abbinamenti cibo consigliati

Ideale per aperitivi e antipasti magri, il vino Cortese di Gavi si abbina molto bene anche con primi e secondi piatti a base di pesce pregiato. Ottimo abbinato con i piatti delle cucina asiatica, in particolare con il sushi.
Nella zona di origine l’abbinamento privilegiato è però con i tajarin al tartufo, piatto di pasta d’uovo insaporito con burro, parmigiano e tartufo.

Ribolla Gialla (aromi e abbinamenti)

Quello della Ribolla Gialla è un vitigno autoctono del Friuli Venezia Giulia. La coltivazione è maggiormente concentrata nel Collio, la zona cha va da nord di Gorizia fino alla Slovenia, e sui Colli Orientali, in prossimità della città di Udine. Le origini, con tutta probabilità, sono riconducibili alla Bassa Dalmazia e alle Isole Ionie dove, a Cefalonia, se ne trovano alcuni vitigni rinominati Rebula. E’ plausibile che sia risalito fino agli scali veneziani per poi trovare l’habitat ideale che ne permette la migliore espressione delle sue uve, nelle esposizioni collinari soleggiate ed asciutte da Rosazzo a San Floriano del Collio fino ad Oslavia. Ha ottenuto il riconoscimento Doc Collio nel 1968.

Caratteristiche vino e vitigno

Quello di Ribolla Gialla è un vigneto giovane con forma di allevamento a Guyot. La vendemmia inizia nella prima decade di ottobre quando le uve vengono raccolte manualmente, diraspate e macerate a freddo per un giorno intero. Un tempo la vinificazione prevedeva l’aggiunta di piccole percentuali di Friulano e di Malvasia, ma oggi si preferisce seguire una vinificazione in purezza che ne esalta l’eleganza e la freschezza di queste pregiate uve. Esiste anche la versione spumante, ottenuta  da spumantizzazione  in autoclave con una lunga maturazione delle fecce che dura fino a 24 mesi.

Aromi del vino e note di degustazione

Versata nel bicchiere la Ribolla Gialla risplende nel suo colore giallo paglierino attraversato da deboli riflessi verdognoli. All’olfatto si distingue immediatamente per il profumo intenso, fragrante, floreale e decisamente raffinato, mentre al palato si mostra secco con note citrine. Nonostante l’elevata acidità malica, è un vino di ottima beva, dissetante e sincero.

Abbinamenti cibo consigliati

Questo vino dal bouquet delicato che rimanda alle note floreali ed agrumate è molto versatile per via della sua leggerezza e del gusto morbido che difficilmente non trova consensi positivi. Deve essere degustato ad una temperatura di servizio di 10-12 °C in bicchieri ampi che ne consentono di apprezzare al meglio gli aromi. La Ribolla Gialla è perfetta da abbinare in ogni momento della giornata, dall’aperitivo ai pasti. E’ un vino molto beverino che forma il binomio equilibrato quando abbinato con antipasti leggeri, delicate pietanze a base di pesce, minestre, creme e vellutate, gallina, coniglio, faraona al forno, primi piatti a base di verdura e il pesce di acqua dolce. Accompagna con successo anche piatti più saporiti ed elaborati.

Marzemino (aromi e abbinamenti)

Il Vino Marzemino è una delle eccellenti DOC dell’area trentina, prodotto con il 100% di uve dell’omonimo vitigno. Il vitigno Marzemino ha una storia antichissima. Quel che è certo è che le uve marzavi vengono citate in antichi registri ciprioti. Probabilmente fu proprio da Cipro che questo vitigno venne nei secoli portato nelle isole della costa dalmata e da lì arrivò probabilmente alla foce del Po’, risalendo verso le Dolomiti.
Secondo un’altra teoria, invece, sarebbe stato portato nell’area di Trento dai militari della Serenissima. Di sicuro la Vallagarina è diventata la patria del Marzemino. Fu proprio qui che Mozart conobbe questo vino, in occasione del suo primo concerto italiano, e gli rese omaggio citandolo nel Don Giovanni. Le aree trentine maggiormente vocate alla produzione del Marzemino sono quelle comprese tra Isera e Volano. Il vitigno produce grappoli cilindro-piramidali, con acini di colore blu-nero che maturano tra la fine di settembre e i primi di ottobre.

Aromi e Note di degustazione

Il vino prodotto con le uve Marzemino è di colore rosso rubino intenso, con sfumature violacee. Il bouquet è caratterizzato da note di viola mammola, frutti rossi e prugna e sentori fioriti di viola mammola. Note speziate, note di menta e balsamiche completano un bouquet strutturato e complesso. Al palato, il Marzemino è morbido, rotondo e armonico.

Abbinamenti cibo consigliati

L’abbinamento per eccellenza per il vino Marzemino è quello con polenta e funghi ma si rivela ottimo anche per esaltare arrosti, brasati, pollame allo spiedo, ma anche piatti a base di pesce.

Teroldego Rotaliano (aromi e abbinamenti)

Il Teroldego è una delle DOC eccellenti del Trentino. Il nome di questo vino sembra derivare da Tirol (Tirolo) a cui si aggiunge il termine germanico gold (oro): “oro del Tirolo”, infatti, era proprio il termine utilizzato alla corte viennese per riferirsi al prezioso vino trentino.

Caratteristiche vino e vitigno

Il vino Teroldego Rotaliano viene prodotto con il 100% di uve Teroldego. Questo vitigno, citato per la prima volta nel 1811 da Filippo Re, arrivò probabilmente in Trentino dall’area veronese dove sarebbe stato portato dalle popolazioni migranti assieme al gelso. Oggi la coltivazione del Teroldego è concentrata soprattutto nell’area del Campo Rotaliano, da cui prende il nome. La zona è caratterizzata da sedimenti alluvionali e si estende tra i comuni di San Michele all’Adige, Mezzocorona e Mezzolombardo. Fu nel 1971 che per il Teroldego prodotto in quest’area venne creata la DOC Teroldego Rotaliano. Il vitigno è caratterizzato da grappoli medi e allungati, con forma piramidale e con acini blu scuro, che vengono solitamente vendemmiati tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre.

Aromi e Note di degustazione

Il vino Teroldego Rotaliano, prodotto con uve di questo vitigno, è un vino intenso, vigoroso. Il suo colore rosso rubino intenso ha sfumature violacee. Al palato risulta corposo, secco e leggermente tannico. Il suo bouquet è caratteristico: intense, infatti, sono le note di lampone e viola. Con la maturazione si amplificano le note di frutti di bosco, soprattutto di more, e le note speziate.

Abbinamenti cibo consigliati

Il vino Teroldego si abbina magistralmente con le carni rosse, le grigliate e i formaggi stagionati.

Ormeasco (aromi e abbinamenti)

L’Ormeasco è un vino DOC prodotto nella terra ligure, specialmente a Pornassio, Acquetico, Nirasca e Armo. Si ritiene che esso sia stato importato nell’anno Mille dai Saraceni, nella città di Ormea, e da lì avrebbe assunto il suo nome. Il vitigno era già noto sicuramente nel XIV secolo. L’habitat naturale dell’Ormeasco è sicuramente l’alta Valle Arroscia, dove è coltivato a 700/800 metri, su terreni non lontani dal mare.

Caratteristiche del vitigno

Il vitigno ha una foglia medio-piccola e pentagonale, sfumata di rosso sul piccolo; il grappolo è medio lungo, con acino medio, sferico, dalla buccia sottile e dal colore nero bluastro.

Aromi e note di degustazione

L’Ormeasco è un vino di montagna, di carattere; dal colore rosso rubino intenso, quando invecchia assume sfumature granate. Il profumo è ricco, intenso, con note fruttate di ciliegia, spezie e frutti di bosco. Nella versione invecchiata prevalgono sentori di castagna, resina, di legno e bosco. Il gusto dell’Ormeasco è piuttosto secco, fresco, con una certa morbidezza e struttura e una tipica vena di amaro sul fondo.

Abbinamenti vino cibi

Il vino è perfetto abbinato con piatti di carne rossa e cacciagione, eccellente se accompagna i piatti tipici della tradizione ligure; agnolotti al sugo di carne, polenta con salciccia, coniglio in umido, spiedini di carne e funghi, formaggi teneri. L’Ormeasco viene servito a 18-20°.

Grecanico (aromi e abbinamenti)

Il Grecanico, anche detto Grecanico Dorato, è uno dei vitigni autoctoni siciliani di più antica diffusione. Non se ne conosce con certezza l’origine ma, se si considera l’etimologia, si può pensare che sia stato portato sull’isola dai Greci. Oggi questo vitigno occupa gran parte della superficie vitata dell’isola: si estende, infatti, su circa 5000 ettari, con una concentrazione maggiore nell’area di Trapani e Marsala. Vinificato con altre uve, dà origine a varie DOC tra cui Alcamo, Contea di Sclafani, Contessa Entellina, Menfi e Sciacca.

Aromi e note di degustazione

Spesso viene vinificato con il Grillo e il Catarratto ma può essere vinificato anche in purezza, dando origine a un vino dorato ambrato caratterizzato da un bouquet composto da note di uva, ananas, pesca sciroppata e fiori bianchi e, più raramente, di cioccolato. Al palato, il Grecanico è fresco, equilibratamente minerale e sapido.

Abbinamento vino cibo

Ottimo per accompagnare i crostacei e i frutti di mare, le zuppe di pesce e di legumi ma anche le paste al sugo. Delizioso in abbinamento ai cous cous siciliani a base di pesce e ai secondi a base di tonno o pesce spada.