Albana di Romagna DOCG (e abbinamenti)

L’Albana di Romagna è stato il primo vino bianco italiano a ricevere nel 1987 il riconoscimento Docg. La zona di produzione prevista dal disciplinare comprende i comuni di Bertinoro, Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel San Pietro Terme, Dozza Imolese, Fontanelice, Castrocaro e Terra del Sole, Longiano, Meldola, Montiano, Roncofreddo, Brisighella, Casola Valsenio Riolo Terme e una parte del territorio di Imola, Ozzano dell’Emilia, Cesena, Forlì, Forlimpopoli, Savignano sul Rubicone, Castel Bolognese e Faenza. I primi cenni storici dell’Albana di Romagna risalgono ai tempi dell’imperatore Teodosio quando alla figlia, di passaggio per queste terre, ne fu servito un pò in una rozza brocca in terracotta lasciandola estasiata. Da allora si narra che alla corte di Ravenna questo vino venne servito esclusivamente in bicchieri preziosi. Storicamente prodotto nelle versioni amabile, dolce e passito, negli ultimi anni si stanno facendo largo il tipo secco.

Caratteristiche del vitigno

Questo vitigno a bacca bianca particolarmente portato per l’appassimento si caratterizza per le foglie pentagonali molto grandi e per gli acini dalla buccia spessa e dal colore giallo intenso. Tutte le operazioni di vinificazione devono avvenire all’interno dell’area indicata. La vendemmia avviene non prima della metà di ottobre e la caratteristica principale è l’appassimento delle uve sulla pianta prima e nel fruttaio dopo. Alla vinificazione in botti di rovere italiano seguono due anni di affinamento, di cui 6 mesi in bottiglia, prima della commercializzazione.

Aromi e note di degustazione

Nel bicchiere l’Albana di Romagna mostra il suo profondo colore giallo paglierino. All’olfatto il profumo è leggero, lievemente intenso, persistente, fine e indubbiamente floreale. Sono evidenti sentori di frutta gialla, susine, buccia di agrumi, fichi, profumi di ginestra, acacia, nocciole, miele e fiori di pesco. Al palato il sapore si mostra fresco e asciutto, caldo e armonico, con un lieve retrogusto amarognolo con note minerali. Questo vino bianco intenso, di struttura, dai tannini vivaci ha delle caratteristiche che difficilmente si trovano in altri bianchi.

Abbinamenti cibo consigliati

E’ consigliabile berlo giovane, entro l’anno successivo alla vendemmia, ad una temperatura di servizio di 10 °C in calici a tulipano. Il tipo secco abbina perfettamente pietanze di pesce, in particolare crostacei, zuppe e brodetti, ma è eccellente anche con le animelle, le cervella, il pollo, il fegato d’oca, le creme e le minestre in brodo. E’ consigliato anche come vino da abbinare a un aperitivo. Le versioni dolci sono ideali in abbinamento con la ciambella e con il formaggio di fossa con il miele di castagno.

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