Dolcetto (e abbinamenti)

Il Dolcetto è un vitigno autoctono piemontese le cui origini risalgono sicuramente a prima del Cinquecento. La sua terra d’origine è il Monferrato, nel basso Piemonte, da dove si sarebbe diffuso in Liguria, nell’Oltrepò Pavese, nel Milanese, nel Piacentino e nelle province di Alessandria e Cuneo.
Il termine “dolcetto” non si riferisce alle proprietà organolettiche del vino omonimo, quanto all’uva, i cui chicchi sono effettivamente poco acidi e dolci tanto da poter essere consumati anche come uva da tavola.
Secondo un’altra teoria, invece, il termine deriverebbe dal piemontese “duset”, i dossi collinari, dove il Dolcetto, così come ogni buon vitigno, cresce bene.
In realtà la Liguria ha a lungo conteso al Piemonte la primogenitura di questo vitigno: nell’entroterra ligure, infatti, da secoli si coltiva una varietà di Dolcetto detta Ormeasco, che ne rappresenta anche la versione più meridionale.

Caratteristiche del vitigno

Diffusissimo in tutto il nord Italia, anche questo vitigno, come molti altri, fu stroncato dalla fillossera. Furono poi i contadini piemontesi a dare il via al reimpianto su piede di Barbera, un vitigno più rustico e produttivo, aprendo la strada al successo odierno.
Oggi nel solo Piemonte si contano ben sette aree produttive diverse e altrettante denominazioni.
Nel Cuneese, dove sono 1660 gli ettari dedicati alla produzione di Dolcetto, nascono la DOC Dolcetto d’Alba, Dolcetto di Diano e Dolcetto delle Langhe Monregalesi.  La zona di Dogliani, considerata la più prestigiosa in assoluto, ha ottenuto la DOCG. Anche la zona di Asti vanta la sua DOC omonima, mentre nell’Alessandrino si producono la DOC Dolcetto di Ovada e Dolcetto d’Acqui.
Il ciclo vegetativo è precoce in tutte le sue fasi e questo ha da sempre consentito la sua coltivazione nelle stesse zone del Nebbiolo, nelle fasce collinari non adatte alla coltivazione di quest’ultimo: le vendemmie dell’uno e dell’altro, infatti, sono ben distanziate e non interferiscono.

Aromi e note di degustazione

L’esistenza di tante DOC, come si può immaginare, è indice di un’enorme varietà di metodi produttivi, terroir, profumi e sapori.
In generale, però, il vino è caratterizzato da un colore rosso scuro con sfumature violacee. I profumi che caratterizzano il suo bouquet fresco e secco sono quelli di frutta rossa, di prugna, mora, mandorla amara e spezie. Al palato, si rivela tannico e asciutto.

Abbinamenti cibo consigliati

Delizioso con i salumi e con i primi a base di pasta fresca, i risotti, le minestre e i brodi di carne, il Dolcetto è ottimo in abbinamento anche con i secondi gustosi come le frittate, i bolliti misti, i formaggi, il pollo e le lumache.
Tuttavia, la modesta gradazione alcolica e il gradevole retrogusto amarognolo l’hanno sempre fatto considerare un ottimo vino da abbinare a tutto pasto.