Soave DOC/DOCG (e abbinamenti)

Il vino Soave viene prodotto utilizzando principalmente il vitigno della Garganega, particolare per la maturazione tardiva e le aromaticità di fiori bianchi, con un minimo di legge del 70% fino ad un massimo del 100%. Per completarlo si possono utilizzare con un massimo del 30% altri tre vitigni: lo Chardonnay, il Pinot Bianco o il Trebbiano di Soave.
La doverosa denominazione di origine controllata è stata conferita al Soave, vino tra i più esportati nel mondo, nel 1968. Tuttavia la sua storia millenaria (testimonianze fossili risalgono a quasi 40 mila anni fa), ne determina la prestigiosità già dai tempi del medioevo; il nome del vino Soave pare infatti che derivi dal termine Suaves che significava Svevi, popolazione che giunse in queste terre venete della provincia di Verona con il Re Alboino (circa 550 d.C.).
La poesia di questo prodotto della terra sta nella dolcezza del suo nome che si fonde con quella del territorio di provenienza, dal clima mite e temperato anche nei mesi più freddi e dalle colline tondeggianti e rigogliose che vengono arricchite qua e la da ville antiche, case padronali e castelli medioevali.

Aromi e note di degustazione

Il vino Soave è un vino bianco armonico e duttile, dal colore giallo tendente al verdognolo. Il profumo è intenso e fruttato, il sapore tende all’asciutto e non è eccessivamente corposo, con retrogusto amarognolo di mandorla.

Abbinamenti cibo consigliati

Gli apprezzamenti per questo straordinario prodotto sono tanti anche per la sua già citata duttilità.
Può essere abbinato a tanti tipi diversi di piatti, sia di terra che di mare, sia antipasti che portate principali. Polenta, carni bianche come pollame e coniglio, antipasti di formaggi, ostriche e lumache saranno valorizzati in abbinamento ad un buon vino Soave servito ben fresco ad una temperatura di circa 10°.

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